Moreno Bondi a Palazzo Venezia”

VISUM

Con il sottotitolo “La Luce e l’ombra di Caravaggio nel Contemporaneo” nel Refettorio quattrocentesco di Palazzo di Venezia a Roma, c’è l’esposizione dedicata a Moreno Bondi voluta da Mario Resca, con il bene placet di Rossella Vodret. Organizzata dall’Associazione Culturale Christian Hesse con il patrocinio dei Beni Culturali, Roma Capitale, Provincia di Roma e Comune di Carrara, presenta 15 grandi lavori che coniugano pittura e scultura e 30 opere di piccolo formato. Bello e poco costoso, il catalogo edito da Editoriale Giorgio MondadoriIngresso libero.
Emilia Dodi

Moreno Bondi nato a Carrara nel 1959, è titolare della cattedra di Tecniche pittoriche all’Accademia di Belle Arti di Roma, e questo si nota benissimo nelle sue pittosculture. Quest’esposizione, voluta da Mario Resca che ritiene l’artista ricolleghi con un fil rouge la contemporaneità con i grandi maestri del passato, sembra avere convinto anche Rossella Vodret, che al suo insediamento nel 2009 come Sovrintendente al Polo Museale, era stata categorica nel rifiutare gli spazi di Palazzo di Venezia, all’arte contemporanea.  Si è ricreduta avendo visto nelle opere le note matrici del Caravaggio e un significativo processo creativo.

Del resto Antonio Paolucci nella sua presentazione al catalogo parla di “un approccio all’Antico, inedito e affascinante”, così come presentato verbalmente dal Prof. Treffers, esperto olandese del Caravaggio, il quale ha definito che “l’arte è il fare del pensiero”….materia e mente, e attraverso la materia arrivare allo spirito dell’artista”. Per Vittorio Sgarbi, il muoversi di Bondi su due tecniche, pittura e scultura nelle opere di grande formato, non è il meglio, valide le piccole opere.

Moreno Bondi ha impiegato oltre un anno per creare i suoi lavori perché la sua conoscenza della pittura del Caravaggio, lo ha portato a dipingere i grandi corpi che sono avvolti da luce e ombra, con una particolare tecnica pittorica ad olio su lino, impiegando colori che l’artista realizza da sé, usando pigmenti pregiati con leganti naturali che permettono una grande brillantezza,  studiando e sperimentando gli antichi manuali del ‘500 e ‘600.
Anche le sculture in abbinamento sulle tele, sono create personalmente da Bondi, rievocando le grandi pale d’altare seicentesche dove erano sovrapposti degli angeli scolpiti entrambi con la medesima valenza.

Queste opere hanno  il merito di non creare una discrasia con l’antico. Non si può asserire  che Parole di Pietra non sia un’opera del tutto contemporanea, con il movimento dei corpi  e al centro la scultura in marmo di Carrara, così come Icaro dove al corpo rovesciato in caduta, fa riscontro un’ala di marmo. Molto interessante Accordi di luce con scultura e particolare Orfeo, come Accordi di luce, dove non c’è scultura, ma solo pittura.
In una nicchia a parte ci sono le piccole opere.
Una mostra interessante dove l’inserimento della scultura permette la rottura degli schemi, donando alle opere una notevole forza espressiva.
Emilia Dodi