SPIRITI ARDENTI di Marisa Zattini


“E l’amore [… ] che ci permette di incranare in maniera umana la nostra natura”

“Possono esistere fra noi dei passaggi o dei ponti creati dalla compassione, dalla condivisione di un sentir che misteriosamente ci unisce in quanto umani, e più in generale in quanto esseri viventi”

(Luce Irigaray)

L’abbraccio è un’opera commovente e commossa.

C’è in essa amore, compassione e pietà. Compassione significa “sentire con l’altro”.

<Compatire significa lasciarsi toccare da quelloc he prova l’altro. […] Compatire sembra essere un ponte  fra il naturale e lo spirituale>(L. Irigaray)

Se è vero che gli angeli appartengono da sempre alla memoria pittorica del nostro artista, una memoria trasfigurante transumante, qui l’abbraccio si fa specchio, gesto emblematico per restituirci a noi stessi.

E’ come se fossimo al contempo contemplanti e contemplati. L’abbraccio è infatti una specie di rito magico di consolazione come lo è una carezza….<una sorta di parola scambiatache ritua l’uno e l’altro  nell’intimità della propria carne  e riconsegna a ciascuno la propria vita […]>(L. Irigaray).

La pittura è il luogo epifanico  dell’artificio, evento concreto dell’immaginazione. In questo cso è autentico “cortocircuito”, pittura postuma, gioco di rimandi speculari fra fotografia e arte.

L’impeccabile restituzione pittorica dell’immagine scenica si arricchisce poi – e si completa- con l’innesto scultoreo in marmo Statuario di Carrara, raffinatissimo e struggente.

Come sottolinea lo stesso artista, esso integra e rafforza il messaggio del “doppio” nella complementarietà fra maschile e femminile. Nella pelle di quesa bellissima e antica, iperrealistica partitura, Moreno Bondi declina magistralmene luci e ombre fra vortici di mani e di sensi, di corpi e di occhi socchiusi, di labbra appena dischiuse, sensulamente.

Marisa Zattini