Prisma news

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Moreno Bondi. La luce e l’ombra di Caravaggio nel contemporaneo è una novità tutta da scoprire presso l’Antico Refettorio Quattrocentesco di Palazzo Venezia, che ormai da alcuni anni non ospitava mostre contemporanee. Il motivo di questa momentanea inversione di rotta, come ammesso da Rossella Vodret, responsabile della Soprintendenza Speciale per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico e per il Polo Museale della città di Roma, sta nell’assoluta unicità di questo artista, in grado di coniugare il contemporaneo con una sapiente tecnica pittorica, che lo rende annoverabile tra i “neocaravaggeschi”.
La sperimentazione artistica di Moreno Bondi, titolare della cattedra di Tecniche Pittoriche presso la prestigiosa Accademia di Belle Arti di Roma, lo ha portato alla creazione di colori realizzati personalmente con pigmenti pregiati e leganti naturali. Ma la sua ricerca più consapevole è visibile laddove nell’aurea dei corpi caravaggeschi scolpiti da luci e ombre irrompono l’astratto, la complessità, il dramma: in altre parole, la modernità.
Per questo Moreno Bondi non può essere considerato un citazionista, ma un vero artista che sapientemente armonizza lo spirito antico con quello contemporaneo.
Lo spirito della sua ricerca, come egli stesso afferma, va sentito attraverso la composizione: geniale e ardito accostamento di pittura e scultura che si amalgamano in un’unità drammatica, che apre la forma alla riflessione. Il “caravaggesco” diventa parte spirituale di un binomio dove apollineo e dionisiaco si incastrano alla perfezione, rispecchiando l’uomo moderno calato nel suo tempo. Ma questo tempo è spesso artificioso, criptico.
“ Prima creo le sculture, che sono spesso astratte; è un gesto fisico, potente; poi, da quelle stesse sculture traggo l’ispirazione per la pittura, che richiede invece una mano delicata, gentile” afferma Moreno Bondi. Questa opposizione è evidente, quasi sconcertante, di fronte alle sue tele, che osano anche in grandezza. Tele sulle quali soffermarsi,  pensare.
Nelle sue opere il dinamismo e la creatività si affermano attraverso inserti in marmo che si stagliano come volontà di potenza sulla bidimensionalità del quadro, dalle forme classicheggianti. Ne risulta una vera e propria installazione, a cui lo spettatore partecipa attivamente. In questo modo, l’arte di Moreno Bondi non si colloca semplicemente tra l’arte ‘che si guarda’, ma fa parte di quell’arte che è necessario esperire, sentire, indagare per discernere il suo rapporto diretto con la pulsione originaria dei diversi linguaggi artistici.
Si insinua una plasticità: un divenire. Siamo contemporaneamente mito e sogno.
Le figure caravaggesche subiscono una denaturazione, metamorfosi: diventano spettri profondi d’interiorità, angeli decadenti, novecenteschi, veneri di bellezza e cosmesi. Moreno Bondi ci pone davanti un tema più che mai attuale: il dramma dell’unità perduta; la molteplicità delle dimensioni, metafisiche e filosofiche; la nostalgia del mito perduto, che dischiude una dimensione onirica e iconologica.
Il tutto, si snoda in un percorso dove è possibile ammirare 45 dipinti ad olio su lino, di cui 15 di grandi dimensioni e 30 di piccolo formato.
L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Christian Hess, con il Patrocinio di: Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio; Provincia di Roma, Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro storico; Comune di Carrara.
“Moreno Bondi. La luce e l’ombra di Caravaggio nel contemporaneo”

Flavia Guerrieri

Palazzo Venezia, Piazza Venezia, Roma
21 marzo – 25 aprile 2012
Ingresso libero
Orario: 9.30-19.00, chiusura il lunedì
www.morenobondi.it