COME NANI SULLE SPALLE DEI GIGANTI

COME NANI SULLE SPALLE DEI GIGANTI

di Carla Piro

L’arte raffinata di Moreno Bondi ha radici antiche: nasce dalla profonda ammirazione (che non è mai mera emulazione), dall’orgoglio, dalla consapevolezza della storia dell’arte. E’ nelle grandi opere del passato di Caravaggio, di Guercino (delle cui tecniche pittoriche è profondo conoscitore) che prende nutrimento tale espressione artistica attuale e moderna.

“La sua pittura –commenta lo storico dell’arte Antonio Paolucci- fa pensare ad uno specchio in cui si riflettono le icone dell’arte antica, solo che lo specchio è rotto. Riflette Michelangelo e Caravaggio in disarticolati frammenti”, ricomposti secondo un ordine straniante che segue una mente ed un sistema simbolico del proprio tempo.

La peculiarità dell’opera consiste nel coniugare antico e moderno, da parte di un artista consapevole che il presente è erede del passato, e nel ricongiungimento di elementi che l’arte del ‘900 (in virtù di una sua crescente intellettualizzazione) aveva gradualmente fatto divergere: valenza intellettuale, valore estetico, supportati da grande capacità tecnica (egli è Docente Titolare della Cattedra di tecniche pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti dal 1987, prima a Carrara ed ora a Roma).

Il risultato è un lavoro completo ed articolato, in cui interagiscono componenti disparate e s’intrecciano piani di lettura diversificati: dal più semplice della fruizione estetica, a quello più complesso della sollecitazione intellettuale, passando per lo stupore di fronte all’eccellenza dell’esecuzione.

L’esperienza intellettuale, tecnica ed espressiva della storia dell’arte (dal Seicento alla contemporaneità) ha contribuito alla formazione di questo artista toscano, che, nato a Carrara, è anche un sapiente scultore.

Le opere presentano immagini dai contrasti caravaggeschi, figure potenti come i “Prigioni” di Michelangelo, in ambientazioni eredi dell’astrattismo e di una visione metafisica dello spazio. Sui corpi affiorano segni che “rivelano” inconsapevolmente un passato nel quale è tracciata l’identità dell’Uomo.

Nel rapporto vitale che Moreno Bondi ha con la storia dell’arte non vi è rimpianto o anacronismo, ma la coscienza che la cultura contemporanea possa emendarsi dalla condizione di perenne sradicamento, per ricongiungersi idealmente alla grande tradizione dell’arte, anche attraverso il recupero di un sapere tecnico e pratico.

“Noi siamo”, diceva Bernardo di Chartres, “come nani seduti sulle spalle dei giganti”.

Dunque che tali spalle ci sostengano nel guardare lontano….

Carla Piro