“LA LUCE E L’OMBRA DI CARAVAGGIO NEL CONTEMPORANEO” Prefazione di MARIO RESCA

RESCA

MARIO RESCA

Direttore Generale per la valorizzazione del patrimonio culturale

Ministero per i beni e le attività culturali

Desidero esprimere vivo compiacimento per la realizzazione della mostra dedicata alle opere pittoriche e scultoree di Moreno Bondi che vengono, per così dire, “fermate”, valorizzate e rese maggiormente fruibili attraverso la redazione di questo catalogo, prestigioso per le opere che raccoglie, per i testi critici di illustri studiosi e docenti di storia dell’arte, nonché per la splendida veste editoriale.

Non è un caso che la Soprintendente Rossella Vodret, nonostante la fitta programmazione delle mostre di Palazzo Venezia in calendario per il 2011, e nonostante la esclusiva destinazione della sede espositiva all’arte antica e non contemporanea, abbia voluto ospitare la mostra nell’Antico Refettorio Quattrocentesco.

Il mercato dell’arte contemporanea dovrà sempre più essere regolato dal rigore della qualità per poter consegnare alle future generazioni un’idea artistica costruttiva e duratura, rispettosa anche del valore della tecnica. Sono fiducioso che lo stesso mercato sarà sempre più incline a prediligere l’esaltazione dall’essenza profonda del reale senza abdicare al bello, pur nella giusta considerazione della estetica delle sensazioni.

In tale contesto mi sembra importante e doveroso, sulla base dei compiti istituzionali che mi sono attribuiti, dare risalto alla capacità esecutiva di Moreno che si pone con forza contro l’omologazione del mercato, esaltando la bellezza delle opere, la ricchezza intellettuale del lavoro e il rispetto per un’ideale di arte ispiratrice di valori estetico-intellettuali, irripetibile per virtuosismo, imperitura per materiali utilizzati.

Claudio Strinati definisce l’artista di Carrara “interprete molto colto e consapevole”, facendo riferimento alla precisione dei titoli dei suoi quadri, corredati da citazioni letterarie e filosofiche, ma anche alla “tecnica eccellente”, alla “fantasia acuta” e alla “precisione e verosimiglianza del segno” dalle quali scaturisce una materia pittorica ordinata “secondo strane e interessanti serie e sequenze”.

Secondo Antonio Paolucci, Bondi sa che il mistero e l’enigma abitano le grandi opere d’arte e sa anche che è privilegio dell’arte trasfigurare l’enigma nell’evocazione mitica e nel sogno, proponendo “un approccio all’Antico, inedito e affascinante”.

Le opere di Moreno Bondi, a mio avviso, possono essere un potente volano di valorizzazione di quel particolare settore dell’arte contemporanea che guarda con estremo interesse e partecipazione alla possanza della scultura di Michelangelo, nonché alla pittura del passato, non ultima quella caravaggesca che in questi anni sta realmente “incendiando il mondo” come messaggera della cultura italiana in ogni parte del Pianeta.

L’artista, docente di Tecniche Pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, è infatti capace di ricollegare in un unico filo rosso la modernità del presente ai grandi maestri del passato, in una progressiva evoluzione interpretativa e artistica correlata alla sua incessante attività di ricerca scientifica.

Desidero concludere confessando che, pur non essendo uno storico dell’arte, subisco il fascino delle opere di Moreno Bondi; esse sanno emozionarmi, mi aiutano a trovare nuove chiavi di lettura del patrimonio culturale che già conosco, riescono a comunicare una forza interpretativa veramente singolare attraverso le immagini frazionate, ricollocate, reinterpretate.

Auguro all’artista di non abbandonare la sua forza espressiva, ma di coltivarla per accrescerla ancora e continuare a regalarci sempre nuove opere e nuove emozioni.

Mario Resca