LA TRACCIA NELL’UOMO

LA TRACCIA NELL’UOMO
di CARLA PIRO

Segni-d-arte

Configurazioni e segni: frammenti di un passato che intrecciano enigmatici il presente. La potenza magnetica di una pittura evocatrice, potente e contemporanea. In queste opere si manifesta il legame di reciproca appartenenza fra l’Uomo e la sua storia. Sono i dipinti di Moreno Bondi, belli e sconvolgenti…..
L’esperienza pittorica di Moreno Bondi (Carrara 1959) prende l’avvio dall’indagine sulla pittura dei grandi maestri, dallo studio dei loro lavori potenti per le suggestioni e rigorosi per gli equilibri formali e compositivi. “Quelle del passato -sostiene- sono opere in grado di coinvolgere la totalità dell’individuo, nei sensi e nella mente, per la bellezza della pittura e per la valenza simbolica ed intellettuale”.
Di fronte a tale eredità culturale -intimamente avvertita come comune patrimonio dell’Uomo- è nato nell’artista l’impegno testardo e sofferto nel realizzare opere (dipinti e sculture) che –pure fortemente attuali- si ponessero in continuità con la tradizione.
“La sua pittura –commenta lo storico dell’arte Antonio Paolucci- fa pensare ad uno specchio in cui si riflettono le icone dell’arte antica, solo che lo specchio è rotto. Riflette Michelangelo e Caravaggio in disarticolati frammenti (…) che vengono ricomposti secondo un ordine straniante”.
Moreno Bondi è pienamente consapevole dei secoli che lo separano da quelle immagini. Ben diversi, infatti, sono gli schemi logici, mentali ed i sistemi simbolici che sottendono alla realtà odierna: “Il passato non va rimpianto –dice- va invece reso cosciente ai nostri occhi e tesaurizzato per sostanziare ed alimentare il presente”.
La consapevolezza dell’appartenenza ad una storia -come individuo e come Uomo- affiora in Moreno Bondi anche nella familiarità con la scultura, propria di un artista proveniente da Carrara. Dal marmo egli ha mutuato austerità ed essenzialità come regola anche per i dipinti. Pittura e scultura –distanti per mentalità e manualità- nei suoi lavori si compenetrano e si armonizzano: “Non è importante –sostiene- che l’intervento della scultura sulla tela sia reale o solamente raffigurato. Dal punto di vista intellettuale la concretezza del marmo per me rappresenta il complemento del quadro, che attraverso la scultura realizza profondità e spessore”.
Di fronte alle sue opere si rimane affascinati dalla complementarietà dei linguaggi e dall”enigmaticità dei simboli. Tracciati che affiorano sulla pietra e sui corpi possenti evocatori di età remote; ideogrammi sconosciuti sciolgono o imprigionano lo spettatore in un enigma. Sono forme inspiegabili che alludono –senza raccontare- ad un passato smarrito che pure ha lasciato nell’Uomo traccia indelebile.