Introduzione all’opera di Moreno Bondi

Introduzione all’opera di Moreno Bondi

di Egidio Maria Eleuteri

ACCORDI di LUCE, Ed. Milenium
ACCORDI di LUCE, Ed. Milenium

“L’Arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro”. (Vasilij Kandinskij, Punto, linea, superficie)

Rapportarci all’opera dell’artista carrarese Moreno Bondi ci induce, inevitabilmente, a una profonda riflessione sintomatica sulla pittura dei grandi Maestri del passato.

Nelle straordinarie tele di Bondi, infatti, distinguiamo immediatamente tutta una serie di riferimenti alla storia della grande pittura: la fucina della ricerca e della sperimentazione artistica che dal Rinascimento in poi ha caratterizzato l’ascesa della “storia dell’arte” come oggi la conosciamo, la studiamo e l’ammiriamo.

Ma di Bondi stupisce in primo luogo l’abile maestria del tratto e della pennellata; e non a caso leggiamo nella sua biografia che egli è docente di Tecniche pittoriche presso l’Accademia di Belle Arti di Roma.

Moreno Bondi ha dunque alle spalle un’esperienza professionale di lungo corso, puntualmente affinata con la pratica di laboratorio, con lo zelo dell’esercizio, col crescente perfezionamento della ricerca dei pigmenti e dei colori.

Osservare le sue opere significa innanzitutto constatarne il pregio indiscutibile della fattura: il gesto creativo preciso e sicuro, mai cedevole; la misura nel dosare l’intensità cromatica e l’equilibrio che sottende ogni composizione, dalla più lineare alla più complessa.

L’occasione di questa esposizione, e il prezioso scrigno di questo catalogo, vogliono offrire una panoramica esaustiva dell’impegno e dell’autenticità di Bondi, a testimonianza di un percorso espressivo sempre emozionale e coinvolgente, mai confinato nella replica di mestiere e nella sola esibizione del talento.

Percorrendo le opere una per una – basti citare “Donna scolpita”, “Poseidon”, “Alba ad occidente”- scopriamo un mondo, torniamo a meditare sulla molteplicità di aspetti che concernono la mitologia, i misteri insondabili del passato, della storia, dell’arte.

Ma quella di Bondi non è una pittura tradizionale tout court: egli adotta spesso soluzioni stranianti, come certi avvicinamenti di sapore simbolista.

Il soggetto in primo piano è sempre la figura umana, messa in relazione con una complessità di turbamenti interiori e vicissitudini.

La sensibilità umana instaura un dialogo sofferto con la condizione esistenziale, restituendoci tutta la drammaticità dell’evento.

Eludendo l’accademismo, Bondi offre al nostro sguardo una pittura autentica, colta, tecnicamente ineccepibile.

Il dichiarato legame con la pittura del passato – e potremmo citare Guercino, così come Michelangelo e Caravaggio – non funge da limite, ma da trampolino verso la nostra più attuale contemporaneità.

Nel complesso, il repertorio di Moreno Bondi deve considerarsi una coerente riflessione sulla condizione dell’uomo e dell’arte, ed è proprio in virtù di questo che riesce a stabilire una sinergia con la sensibilità dell’osservatore.

Egidio Maria Eleuteri