INTERVISTA “Dal vino al Caravaggio: profumi e ispirazioni con Moreno Bondi”

di Sara Stopponi

L’artista toscano, esperto di arte caravaggesca, ha presentato durante “I Migliori Vini Italiani” opere ispirate alle etichette delle cantine premiate.

Arte e vino. La potenza coinvolgente di questo affascinante binomio si è concretizzata nell’ultima edizione de “I Migliori Vini Italiani. Il buono nel bello”. Dal 12 al 15 febbraio l’enologo e sensorialista Luca Maroni ha presentato nel Complesso Monumentale Santo Spirito in Sassia l’Annuario 2015 dedicato alle eccellenze vinicole del nostro Paese. L’elemento inedito dell’iniziativa di quest’anno è stata la partecipazione di Moreno Bondi, pittore, scultore e docente all’Accademia delle Belle Arti di Roma.

Per questo evento l’artista ha realizzato tre imponenti opere e otto tele che omaggiano le etichette premiate. Moreno Bondi ha dichiarato di aver assaporato, anche attraverso le descrizioni puntuali e poetiche di Luca Maroni, i profumi, i sapori e i colori dei vini che ha poi tradotto in opere d’arte.

Moreno Bondi

La collaborazione tra Maroni e Bondi nasce dal costante impegno nella ricerca dell’eccellenza e dalla convinzione che la qualità, tanto nel vino quanto nell’arte, sia immediatamente percepibile con i sensi prima ancora che con la testa.

Luca Maroni e Moreno Bondi

Moreno Bondi, grande esperto della tecnica pittorica di Caravaggio, si dichiara sensibile al fascino della commistione tra pittura e scultura che giunge a noi come eredità dell’epoca barocca: nel Seicento le Pale d’altare dipinte si contornavano di cornici e angeli in marmo, unendo tecniche e materiali differenti.

La conoscenza approfondita della pittura caravaggesca e la rappresentazione dei corpi ammantati dal suggestivo contrastoluce-ombra costituiscono elementi chiave per leggere la figura e l’opera di Bondi, artista in grado di elaborare l’antico alla luce di schemi simbolici attuali, come scrive Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani, unendo capacità tecnica, valore estetico e sollecitazione intellettuale dell’arte.

Janù, 2011, Jasci & Marchesani - "Espressione di Armoniosa Dolcezza"

Cos’è che lega a doppio filo un uomo e artista del XXI secolo a un Maestro di cinque secoli fa?

Credo che per elaborare forme di arte contemporanea non si debba considerare esclusivamente il risultato finale del lavoro di un artista di diversi secoli fa: non si possono studiare delle opere solo per quello che rappresentano dal punto di vista iconografico. È necessario considerare le opere per il modo in cui sono state realizzate, nel loro divenire artistico. Per me, quindi, il parallelo va fatto con quello che un artista come Caravaggio ha comportato nella Storia dell’arte. Chiaramente da parte mia c’è anche un’attenzione all’aspetto estetico: la bellezza, la qualità, la tecnica, lo studio sul colore ottenuto da materiali naturali e quello filologico sulla materia pittorica. Non sono un nostalgico della pittura di cinque secoli fa, ho sempre bisogno di un riferimento ai linguaggi del ‘900 che ci hanno portati fin qui.

Donnaluce, 2013, Poggio Le Volpi - "Suadenza di Fiore"

In molte delle sue opere sono presenti delle ali. Qual è, oggi, il simbolismo che sta dietro questi elementi? Angeli moderni, angeli caduti: come si inseriscono questi soggetti nella realtà del nostro tempo?

Per me considerare le ali comporta un duplice riferimento. Il primo, psicologico, mi porta a guardare alle figure mitiche che da sempre cercano di dare forma ad alcuni precisi aspetti dell’animo umano: il raccoglimento, il pensiero, l’introspezione. Il secondo riferimento è metafisico: le ali sono sempre esistite nella Storia dell’arte, sono elementi essenziali che attraversano il tempo. I soggetti che rappresento non sono degli angeli come li intendiamo nel senso comune: sono delle persone vere, umane, raffigurate con delle ali frutto della mia immaginazione e dello studio di come questi elementi siano stati rappresentati da altri nel corso della Storia dell’arte.

Merum, 2012, Bellicoso - "Ammantata di Sublimi Accordi"

Nelle sue opere spesso convivono pittura e scultura. Cosa vuole trasmettere a livello sensoriale con questa tecnica?

Il bisogno di rompere la classicità, di rompere il riferimento al museo. La scultura è per me un elemento di rottura, l’incursione della tridimensionalità nella bidimensionalità. Detto questo, ho anche bisogno di positività, di mostrare rispetto per ciò che è stato fatto negli anni. Non posso trattare male l’arte museale, per questo anche nella rottura inserisco elementi nobili, come il marmo. Il marmo è il materiale più completo, quello più difficile da lavorare per la sua durezza, quello più bello, quello più distante dai materiali sintetici: utilizzare il marmo mi consente di rompere la classicità senza generare unoscontro tra il ‘600 e oggi.

Edizione Cinque Autoctoni, Farnese Vini - "Suadente Essenza Purissima"

Caravaggio ha avuto una vita breve e movimentata. È morto giovane, anche per quella che era la durata di vita media dell’epoca, ha avuto guai con la legge, non si è mai sottratto alla passione, è stato condannato a morte, è fuggito da Roma: quasi un eroe, o un antieroe, romantico. Lei crede che oggi sia ancora possibile rintracciare queste dinamiche drammatiche come stimolo per la creatività di un artista?

Credo che, oggi come ieri, sia necessario considerare due aspetti. Da un lato l’arte come lavoro quotidiano, costante, regolare, che permette di migliorare e migliorarsi. Dall’altro non bisogna dimenticare che la creazione, il colpo di genio, passa attraverso stress enormi che forniscono lo scarto per andare sempre un po’ più in là. Quindi secondo me bisogna sempre arrivare ad un punto estremo per cogliere quel di più da ricondurre poi al lavoro in studio.

Eremo San Quirico Aglianico Campi Taurasini, 2011, Nativ - "Suadente Ispirazione"

Molto spesso l’estro e il talento si celano dietro il profilo di persone dall’aspetto comune, prive dell’aura quasi mistica che le circondava in passato. Com’è oggi la vita di un artista?

In teoria dovrebbe essere molto mediatica, esposta, ma questo non si concilia con lo studio e la ricerca. È contrastata, io la vivo così, un alternarsi di momenti pubblici che mi strappano al raccoglimento, al momento dello studio.

Montiano, 2012, Falesco - "Potenza Efusiva"

Il vino è da sempre una delle grandi muse degli artisti. Nel Bacchino Malato Caravaggio rappresenta un giovane Bacco col capo adorno di tralci di vite e con in mano un grappolo d’uva: diverse interpretazioni legano il soggetto dipinto alla stessa persona di Michelangelo Merisi, e il pallore di Bacco rifletterebbe la debolezza dell’artista durante il periodo di convalescenza dopo il ricovero nell’Ospedale della Consolazione. L’uva e il vino, dunque, come elementi salvifici?

Potrei dire che se il vino porta a una leggerezza dell’animo potrebbe elevare anche nell’arte, ma sarebbe un discorso pericoloso. Credo esista un parallelo tra l’arte e il vino: entrambi conducono a una forma di bellezza, e in questo elevano lo spirito umano. Su questa convinzione si è basata l’unione intellettuale tra me e Luca Maroni. Per Luca il vino è piacevolezza, perfezione, messa a punto, tecnologia, profumo, legame con la terra: tutti questi elementi sono spesso in parallelo con l’arte.

Marcello, Ariola - "Perfetta Armoniosa Possanza"

Quali sono gli elementi dei vini che hanno ispirato la realizzazione delle 8 tele presentate all’evento “I Migliori Vini Italiani”?

Per quasi un anno ho cercato di avvicinarmi in punta di piedi alla filosofia che sta dietro il lavoro di Luca Maroni. Una volta comprese le sfumature del suo pensiero, direi che c’è stata una fusione tra tre elementi, che sono quelli da cui mi sono lasciato ispirare: il suo pensiero, prima di tutto, le rappresentazioni che lui dà del vino; l’elemento estetico legato alle singole etichette, quindi il legame che si crea tra queste e i produttori che le scelgono e vi si affezionano; infine senza dubbio il mio lavoro, il filtro che il mio pensiero e la mia ricerca offrono sul mondo dell’Arte.

Ruché, 2013, Montalbera - "Sublime Masculinità"