COME UN COLTO ALCHIMISTA

Bucarelli
VIVIANA BUCARELLI
(Critica e giornalista d’arte. Vive e lavora a New York)

COME UN COLTO ALCHIMISTA
L’esperienza artistica di Moreno Bondi, nato a Carrara nel 1959, matura nell’ambito della storia e della cultura d’una terra ricca di un passato antico come la Toscana. Sin dagli anni di studio presso l’Accademia delle Belle Arti della sua città, Bondi studia l’arte di Michelangelo, di Caravaggio e di Guercino, si appropria del mestiere antico di pittore, apprende le tecniche tradizionali, si dedica allo studio dei materiali e si sofferma con particolare attenzione sugli equilibri formali e compositivi delle opere del passato. Parallelamente, approfondisce lo studio delle tecniche scultoree, in particolare sul marmo, come nella tradizione della storia della sua Carrara, con Floriano Bodini. Dal marmo l’artista mutua austerità ed essenzialità come regola per i dipinti. La scultura contribuisce ad intensificare la sua passione per la materia, per la fisicità delle cose, per la spazialità. Ed il suo linguaggio sarà poi costantemente presente anche nelle opere pittoriche. Nell’opera di Bondi pittura e scultura si compenetrano e si armonizzano con dei linguaggi complementari.

Appena terminati gli studi in Accademia, Bondi si dedica completamente e con particolare passione alla ricerca sulle tecniche pittoriche, attraverso lo studio e l’interpretazione dei manuali antichi, la sperimentazione e la rielaborazione delle formule originarie dei colori usati tra Rinascimento e Seicento. Come un colto alchimista, Bondi sperimenta oltre tremila ricette di colore e riproduce una materia pittorica fedele agli olii di secoli fa, che permette all’artista di realizzare la rarissima tecnica di fresco su fresco.

Nel 1987 diventa Titolare presso l’Accademia delle Belle Arti di Carrara per la cattedra di Tecniche Pittoriche. In seguito, dal 1999, è Docente Titolare presso l’Accademia delle Belle Arti di Roma. Partecipa ad esposizioni personali e collettive in Italia, ed in particolare presso il Palazzo delle Esposizioni a Roma (Gli Angeli sopra Roma, 1999) e a Palazzo Caselli a Carrara (Aforismi, 2001). All’estero espone presso presso la Biblioteca Alessandrina di Alessandra d’Egitto (Cleopatra fra storia e mito, 2002), a Il Cairo (2003) e presso il Museum Catharijneconvent di Utrecht (2004). Realizza il Trittico e la Pala d’Altare presso la Chiesa di Gesù e Maria di via del Corso a Roma (1997) su commissione della Curia Generalizia dell’Ordine degli Agostiniani scalzi ed il Ritratto del Cardinal Marchisano (1998) collocato, prima presso la Sala degli affreschi di Perin del Vaga del Palazzo della Cancelleria a Roma, ora in Vaticano

I dipinti di Bondi nascono da una particolare attenzione all’eredità del passato culturale e si propongono in continuità con la tradizione con i canoni classici di ordine, proporzione, equilibrio. Ma l’artista intraprende anche una ricerca di linguaggi pittorici innovativi. Il mondo raccontato nelle sue opere è il suo mondo contemporaneo. Bondi pensa che il passato vada tesaurizzato per poter alimentare il presente. Come ha scritto Antonio Paolucci, “La pittura di Moreno Bondi fa pensare ad uno specchio in cui si riflettono le icone dell’arte antica… [ma] lo specchio si è rotto. Riflette Michelangelo e Caravaggio e i naturalisti del Seicento in disarticolati frammenti”.

Nell’opera di Bondi coesistono inoltre l’evocazione della grande metafisica e del surrealismo insieme alla raffigurazione della concretezza della materia, sempre protagonista, della fisicità del lavoro, della composizione fatta di spazi pieni e di vuoti. E così forme inspiegabili, simboli enigmatici, sogni e visioni dell’inconscio alcune volte parlano dell’autore e del suo mondo, altre volte alludono ad un passato antico che ancora è spunto di suggestioni profonde e di molteplici significati.

Viviana Bucarelli

ACCORDI di LUCE, Ed. Milenium
ACCORDI di LUCE, Ed. Milenium