“Arte In” MAGAZINE: speciale Moreno Bondi

MORENO BONDI SULLA COPERTINA DELLA PRESTIGIOSA RIVISTA


E’ per Moreno Bondi la copertina di ARTE IN n. 105 che inaugura l’anno editoriale dopo la pausa estiva.
Il nome del pittore e scultore toscano (il quale, nella modernità della sua opera, evoca la maestria di Caravaggio e la potenza di Michelangelo) si aggiunge a quelli di Afro, Bodini, De Chirico, Finotti, Fontana, Manzù, Mastroianni, Messina, Perez, Arnaldo Pomodoro, Vangi ed ai personaggi illustri che dal 1988 hanno scandito, numero dopo numero, il cammino della prestigiosa rivista.
Ambita e preziosa, la copertina di ARTE IN rappresenta un riconoscimento pubblico di grande eco. Infatti la rivista bimestrale di critica ed informazione delle arti visive è da oltre venti anni impegnata nell’individuare personalità artistiche incisive del panorama internazionale. Sono solo sei gli artisti annualmente chiamati a rappresentare le scelte di ARTE IN: “Moreno Bondi è in sintonia con i nomi proposti –sostiene il Direttore- e conferma la linea intrapresa nel presentare al pubblico personaggi di spessore culturale e levatura artistica, non assoggettati all’influenza delle mode”.

Moreno Bondi, infatti, tecnicamente afferma la regola della scultura cinquecentesca ed il rigore della pittura seicentesca; mentre da un punto di vista compositivo organizza lo spazio secondo inquadrature inusuali e moderne; inaspettatamente interviene sui corpi, rappresentati in maniera vigorosa, con l’inserimento (fra tasselli di colore e bassorilievi dipinti) delle sue preziose sculture in marmo Statuario.
“Un fuori classe” che non si è arreso alle adulazioni effimere del mondo dell’arte”: racconta Giovanni Faccenda (Direttore della Galleria Comunale di Arte Moderna e Contemporanea di Arezzo, curatore di rilevanti antologiche dedicate a De Chirico, Utrillo, Ligabue). “Di fronte al progressivo impoverimento culturale della pittura –scrive con passione il critico- (……), nel bailamme creato a regola d’arte per confondere e mistificare i reali valori, dipingere come hanno fatto e ci hanno insegnato gli antichi è diventato il vero gesto d’avanguardia”. (…) Tra i pochi che non hanno ceduto alle lusinghe avveniristiche di mezzi espressivi bizzarri, spesso banali, Bondi si distingue per una concezione aristocratica della pittura”. Faccenda prosegue collegando Moreno Bondi a De Chirico, Savinio e Bőcklin,  per la ricercatezza della tecnica, per lo studio del colore, ma anche per le evocazioni simboliste, metafisiche e surrealiste, proprie della sua figurazione attuale, potente ed enigmatica.